Soccorso Rosso

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Ma voi siete chiusi e le librerie aperte? Se faccio la tessera agonisti anche se non mi muovo dal 1983 posso comunque giocare a tennis? Meno male che non sono in lista per i vaccini così mi salto Astra Zeneca. A ‘sto giro comunque i gnocchi in casa non li faccio e compro le confezioni di Giovanni Rana. Ma perché vaccinano i dottorandi universitari che tanto stanno tutti a casa? Esce qualcosa dei Pink Floyd in queste settimane? Mio zio talvolta gioca a bocce con il nipote di un vigile del fuoco e forse per questo riesce a farsi vaccinare. I conteggi delle elezioni americane li hanno poi finiti o il Rhode Island è ancora incerto? Conosco un bar dove tirano giù la serranda e poi dopo le 22 ballano il reggaeton e fumano pure dentro. Mia nonna di 109 anni ha fatto il vaccino e sta meglio di quando era innamorata di Ugo Pagliai. Il Commissario Montalbano si è comportato come un maiale e non lo guardo più. Mi mandi i titoli di quattro o cinque bei dischi che così me li ascolto su Spotify? In Svezia hanno fatto quella cosa lì del gregge e sono tutti tranquilli a farsi l’aperitivo. Ma col lockdown torna comunque Conte? In Svezia hanno fatto quella cosa lì del gregge e ora sono quasi tutti sotto tre metri di terra. Mi sparo Proust, Il Trono di Spade o tutta la discografia dei Motorpsycho? Lo fai l’Antivirus, vero? Che non so se ho tempo di leggerlo, ma tu mandamelo lo stesso.

No, niente Antivirus.

Ma, sempre qui, ogni tanto aggiungerò informazioni, video e foto di dischi.

perché Backdoor è attivo con il suo SOCCORSO ROSSO

-può spedire dischi, come sempre

-può fare qualche consegna in città, se non troppo distante (scriveteci e ci organizziamo)

-quasi ogni giorno verranno aggiunti titoli al catalogo qui

http://www.backdoor.torino.it/sito/shopping_cart/index.php

-può tenervi informati (foto, descrizioni) sui nuovi arrivi (contattateci)

insomma, come sempre, support your local store!

e buona sopravvivenza e buoni ascolti

(perché cos’è la vita senza buoni dischi?)

https://www.youtube.com/watch?v=fiH9edd25Bc

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Votazioni Clienti Backdoor 2020

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Come da consuetudine, (buoni ultimi ma “ponderati”) ecco i voti insindacabili dei pregiati

Clienti Backdoor

1-I migliori dischi del 2020

vincitore assoluto:

1- Fontaines D.C. “A Hero’s Death”

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a seguire…

2-Daniel Blumberg “On & On”

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3-Kevin Morby “Sundowner”

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4-Protomartyr “Ultimate Success Today”

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5-Oneohtrix Point Never “Magic OPN”

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6-A Girl Called Eddy “Been Around”

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7-Lucio Corsi “Cosa faremo da grandi”

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8-Lorenzo Senni “Scacco Matto”

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9-Nothing “The Great Dismal”

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10-Ghost Funk Orchestra “An Ode To Escapism”

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11-King Krule “Man Alive!”

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12-Idles “Ultra Mono”

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13-Coriky “Coriky”

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14-Bob Mould “Blue Hearts”

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15-This Is The Kit “Off Off On”

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16-Bob Dylan “Rough And Rowdy Ways”

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17-Rolling Blackouts Coastal Fever “Sideways To New Italy”

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18-Gigi Masin “Calypso”

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19-The Saxophones “Eternity Bay”

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20-Molchat Doma “Monument”

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2-Miglior canzone dell’anno

Ognuno ha votato la sua, ma spiccano preferenze per Protomartyr e Dylan

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3-Miglior disco italiano dell’anno

Lucio Corsi “Cosa faremo da grandi”

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4-Miglior ristampa dell’anno

Ognuno ha votato la sua, da Steve Piccolo a Bobbie Gentry

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5-Disko Minkia

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Fiona Apple “Fetch The Bolt Cutters” e 1975 “Notes On A Conditional Form”

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segnalazione d’obbligo non per il disco quanto per la

inarrivabile bruttezza del titolo e della copertina di

Edda e Marok “Noio: Volevam Suonar”

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6-Un bel libro letto nel 2020

David Quammen “Spillover”

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7-Un bel film visto nel 2020

“Uncut Gems” Safdie Brothers

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8-Il primo concerto che vorresti vedere (quando si ricomincerà)

1-Fontaines D.C.

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2-Molchat Doma

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9-Entri in un lockdown d’ascolto.

Puoi sentire solo dischi di un genere.

Quale scegli?

l’impeccabile formula suggerita da un cliente è

“musica per chitarre del ’900″

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la nobile categoria raccoglie varie segnalazioni (indie chitarristico 90/00, post rock, lo-fi…),

ma va detto che il genere più segnalato è lo

shoegaze

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10-Il grande classico che hai sempre trovato di una noia mortale

1-Captain Beefheart “Trout Mask Replica”

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a seguire, in ordine sparso…

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non posso esimermi dal segnalare un voto che definirei “situazionista suo malgrado”, per

Il Mago di Oz

locandina

 


Backdoor Xmas Antivirus

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Eccoci,

ci chiudono di nuovo.

Per ciò che penso di libri VS dischi o Tiger VS cinema/teatri, sul senso di chi apre sempre e chi no, sull’idea di come vengono formulate e spiegate queste “regole”, sul perché se c’è un’emergenza non si chiuda davvero tutto per provare poi a ripartire (tutti), vi rimando alle puntate precedenti.

Diciamo che ormai prevale un certo sconforto. Ma è così per tutti, lo so.

Quindi il 24 dicembre siamo chiusi e il consueto party natalizio di Backdoor, salta.

In ogni caso sarebbe stato impossibile farlo nella sua versione originale, di ammasso godereccio di panettone (anche al farro), dischi di Natale delle Supremes, bollicine, abbracci e brindisi indie rock.

Ma il 23 è il nuovo 24, nel senso che Vi aspettiamo nel pomeriggio e, con tutte le precauzioni e distanze del caso, Vi saluteremo con piacere.

Soprattutto, e lo so che aspettavate soltanto questa conferma, ci sarà anche il Direttore, quindi non potete mancare.

Il giorno dopo sarà il mio primo 24 dicembre a casa dai tempi dell’Università. Abitualmente tornavo verso le 19 dal negozio e trovavo già poco meno di 20 persone sedute al tavolo, eleganti, rilassate e profumate con scritto nello sguardo “e tu arrivi a quest’ora?”.

Io ero stanco come un asino di Santorini, non profumato e pure leggermente nervoso, spesso con le orecchie intasate di “Possibile che non abbia nulla in cassetta dei Teppisti dei Sogni??!!” o “Pensavo di trovare qualche bootleg del secondo periodo degli Alien Sex Fiend, mi sento piuttosto deluso da questo negozio”.

Poi si beveva del Barbaresco, avanti con due cucchiai di insalata russa e tutto andava a posto in un istante.

Quest’anno farò tutto con calma e potrò sbizzarrirmi con i mie 763 dischi di Natale.

A proposito, questa sera, qui (gratuito e poi in replica)

—-https://www.circololettori.it/this-is-your-song/—-

parlo di “Christmas Time Is Here”, la più bella canzone di Natale di tutti i tempi.

—-https://www.youtube.com/watch?v=SvK3jEXJFdg&t=1s

peanuts

Che dire? Grazie di tutto, per averci seguito e supportato.

Backdoor sarà aperto il 28/29/30 dicembre e poi il 4 gennaio 2021.

Dal 7 dovrebbe tornare tutto “normale”, ma chissà. Se c’è una cosa che abbiamo imparato è vivere alla giornata.

Vedremo.

L’Antivirus va in vacanza. Godetevi i dischi, gioia massima suprema sempiterna per tutti noi.

Come diceva Leonard Cohen “we’re ugly but we have the music”.

Il che, lo sappiamo bene, non è una cosa da poco.

Quindi AUGURI a tutti, cercate di godervela un minimo, ce lo meritiamo. Soprattutto per quello che è la vita adesso.

“What IsLife”, appunto

—-https://www.youtube.com/watch?v=fiH9edd25Bc—-

un abbraccio

Maurizio

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questo non è una Backdoor Antivirus 24: Orange Is The New Back (door)

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Siamo ufficialmente arancioni.

Il che significa che lunedì 30 pomeriggio Backdoor riapre.

Molto bene.

Con mascherina, gel e dischi sanificati nel frattempo (quelli punk no, tranquilli), proviamo a superare la seconda ondata.

Le limitazioni orange prevedono spostamenti soltanto nel comune di Torino, ma sono convinto che con un’autocertificazione del tipo “Sto andando da Backdoor per l’urgente necessità di ritirare l’esordio dei Naked Roommate” nessuno dovrebbe farvi storie.

Scherzo, ovviamente (non sui Naked Roommate, gran disco)

https://www.youtube.com/watch?v=YlXEtgH0IZk

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Ecco qualche aggiornamento, intanto.

“Last Show”, l’appello a scriverci l’ultimo concerto visto, ha raccolto poche adesioni.

L’astinenza da live ha fiaccato la memoria.

Ma eccone alcuni

Lucio Corsi (26 Settembre 2020 Hiroshima Garden, Torino) SD

King Crimson (10 luglio 2019, Stupinigi TO).  Tris di batterie Fripp scala reale (cremisi) FM

Yves Tumor  (6 Marzo 2020, White Oak Hall, Houston USA). Lui che si getta sul pubblico a torso nudo, avvolto da sudori Primal Scream. L’addio alla fisicità prima di chiudersi in casa. MF
Bebo Ferra “Organ Trio” (13 agosto 2020, Pineta di Sant’Anna, Budoni SS) SF
Robyn Hitchcock (7 febbraio 2020, Circolo della Musica, Rivoli TO)
Non ho avuto bisogno di pensarci, perché ci ho già pensato un sacco di volte, e negli ultimi mesi ho sempre concluso che se quello doveva essere l’ultimo era una gran chiusura. Lui aveva una camicia Paisley, i capelli bianchissimi e il ciuffo come me lo aspettavo. La voce bellissima, e suonava il piano come John Cale. Con migliaia di canzoni in repertorio ha iniziato con una cover. Non ha fatto nessuna delle mie canzoni preferite, ed è stato bellissimo lo stesso. Sono venuto via con un 45 giri. Lo adoro da sempre, non lo avevo mai visto, lo ho adorato ancora di più. Non c’era un affollamento memorabile, eravamo distanti e vicini.
Spero non sarà l’ultimo ancora a lungo.
SB (nota a margine, c’ero anche io, e me l’ero scordato…)

sono arrivate ancora diverse segnalazioni per le Cagat du Cinéma.

Si conferma una grande spaccatura su “Joker” e forse un plebiscito di incomprensibilità per “Holy Motors” di Leos Carax, ma vale la pena menzionare questa:

BOHEMIAN RHAPSODY. “Premessa: i Queen li sopporto quanto la sabbia nelle mutande Sono spesso circondato da Freddiemercuriani, una sorta di terrapiattisti della musica, che da quando è uscito sto film sono ultra eccitati tipo le bimbe con il Di Caprio di Titanic. Per poter dibattere con questi personaggi, per il gusto di rompergli i coglioni, ho visto sto film su Sky. Una occasione persa. Alla fine qualche punto interessante da sviluppare la vita di Mercury lo offriva pure: le sue difficoltà di inserimento nella società inglese del tempo, la difficile accettazione della propria omosessualità e così via. Si è preferito fare invece un filmetto celebrativo sui Queen, con diversi errori storici, alcuni clamorosi. L’Oscar all’attore protagonista è stata poi la pietra tombale dell’Academy: recitare è una cosa, Tale e Quale show è altra roba. Non sono un fan di Elton John però, ad esempio, “Rocketman” l’ho trovato molto più gradevole con il suo essere a tratti un musical davvero poco indulgente, in alcuni momenti, verso il protagonista. Due film potenzialmente simili insomma, solo che uno dei due è stata una occasione persa. Le mie due ore invece non sono state perse affato; la visione di “Bohemian Rhapsody” mi ha dato nuova linfa per continuare le mie schermaglie con i Freddimercuriani. Priceless” (Charlie)

bè, come dargli torto…

In chiusura, a pochi giorni dal Thanksgiving e dal suo tacchino, qualche ringraziamento.

-a chi ha comprato e fatto ordini durante la nostra chiusura, supportando Backdoor

-a chi ci ha scritto partecipando alle “campagne Antivirus” e ha commentato spesso quotidianamente le mie righe

-a chi è stato ospite qui, scrivendo o rispondendo alle mie domande

-ai medici, gli infermieri e al personale sanitario. A questo giro, direi niente eroi, ma forse insulti e minacce non se li aspettavano nemmeno loro

-ai nostri dischi, che non ci tradiscono mai

GRAZIE

Questo non è un Antivirus Backdoor finisce qui (segnalatemi a Mattarella, per le medaglie).

Ci si vede, spero, da Backdoor.

In chiusura, la risposta a una domanda che molti di voi mi hanno fatto spesso:

“E il Signor Franco, come sta?”

ecco la sua risposta :

“Bene”

https://www.youtube.com/watch?v=B3NwHkOqwwY

e con questo, è tutto

Tornate a comprare in negozio da Backdoor

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questo non è un Backdoor Antivirus 23: Franz e Bergamo

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Mi piace Bergamo.

E’ una bella città (sia Sopra che Sotto) e apprezzo i bergamaschi: schietti, mai una lagna, operosi, con una grande identità.

Ho alcuni amici lì, soprattutto uno, Franz Barcella.

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La persona più rock’n'roll che conosca e, credetemi, è un gran complimento.

Ha un’etichetta che amo (la Wild Honey), è un tour manager, suona con la sua band,

( —https://www.youtube.com/watch?v=lQ632tkqAyc —)

viene a trovarmi in negozio, fa la radio, mi ospita a Bergamo, fa un gran lavoro all’Edoné. Insomma, mille cose.

 

Otis Tours Booking, Management  —http://www.otistours.com/
Radio BAM! - Volunteer, Radio Onda d’Urto —http://www.bam-magazine.it/?cat=8
Phonopress - Customer Service —http://www.phonopress.it/

E, soprattutto, sorride sempre. Si diverte.

Quando si dice, avere l’attitudine giusta.

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Come tutti, ho molto sofferto per quanto è capitato a Bergamo durante la “prima ondata” ed è stato un piacere enorme poterci tornare in estate a presentare il mio libro. Ho pranzato con un po’ di amici (Marianna e Mattia, grazie!) e ho capito quanto davvero la città fosse ferita. Ma anche come fosse stata in grado di organizzarsi in fretta e tornare alla vita. A divertirsi e a “fare” le cose che amava.

Quindi qualche giorno fa (quando ancora eravamo entrambi in zona rossa, prima della morte di Maradona, incredibilmente evocato durante l’intervista, e prima dei due gol rifilati al Liverpool dalla Dea) ho deciso di scrivere a Franz, per sapere di Bergamo, dell’Edonè (il magnifico posto dove organizzano concerti, si mangia, beve e si guarda l’Atalanta, tra le altre cose) e della Wild Honey.

Ecco qui.

Ciao Franz, come stai? E come sta Bergamo? 

“Entrambi siamo feriti nel corpo, ma non nello spirito!

Bergamo è la città che più di tutte ha sofferto, ma che in tutta risposta ha anche mostrato il suo lato migliore.

Guardando indietro, sono molto orgoglioso di come la comunità ha reagito a una crisi così inaspettata e crudele. In tanti, oserei dire tutti, si sono dati da fare come potevano.

Donando o raccogliendo soldi, distribuendo cibo, o mettendosi a difesa o a supporto delle persone che ne avevano più bisogno.

E’ stato un periodo veramente toccante, che ancora continua. Si percepisce nel silenzio delle strade, sui volti delle persone, che tuttavia sono sempre andate avanti.

Tutti qui indossano la mascherina.

Non c’è bisogno di imporlo, sappiamo che è soprattutto un atto di rispetto ed amore verso gli altri.

Per quanto riguarda me: sto bene, e sono felice.

Mi sento molto fortunato ad aver avuto attorno a me così tanti buoni esempi e fonti d’ispirazione, perché hanno spinto anche me a cercare di fare la mia parte”

Mi racconti la situazione attuale dell’Edoné?

“In questo preciso momento Edoné è costretto alla chiusura, ma fortunatamente possiamo tenerci attivi su due fronti: quello del food & beverage tramite il nostro servizio delivery Pony Burger, e quello della proposta culturale tramite il nuovo progetto Fuoriprogramma (—https://www.patreon.com/fuoriprogramma—)

Abbiamo vissuto la pandemia come una sfida, un gradino per fare un salto in avanti e migliorare sotto molti aspetti.

Uno di questi: il rapporto e la collaborazione con gli altri locali cittadini.

Abbiamo stretto un grosso legame con Ink Club, che ci ha portati prima a creare un broadcast di supporto alle realtà bergamasche dal nome “Bergamo Diffonde”, e ora a questo nuovo servizio in abbonamento dove offriamo concerti esclusivi, podcast, visite guidate e altri contenuti culturali prodotti da noi. I soldi raccolti aiutano non solo a tenere in piedi i due spazi, ma a supportare i vari tecnici (fonici, videomaker, etc..) coinvolti.

Ma diciamo sempre che Edoné deve essere come l’acqua, che è impossibile da fermare, che sorpassa gli ostacoli, che spezza ma non divide, e che si mantiene uguale nella sua essenza adattandosi.

Edoné ha sempre voluto diffondere cultura e seminare passione. Anche se i modi e i tempi cambiano, il nostro obiettivo deve rimanere questo.

E’ vero, non è la stessa cosa che organizzare concerti caldi e sudati come piace a noi.

 

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Come va l’etichetta?

“Sorprendentemente, non è mai andata così bene!

E ha giovato molto di tutto quello che abbiamo fatto durante il periodo più difficile della pandemia.

In contrasto al parere di alcuni, che auspicavano un “passo indietro per la musica”, noi abbiamo fatto il contrario.

Prima con la compilation di inediti “The Shape of Benefit to Come”, poi con il singolo di Tim Timebomb dei Rancid, abbiamo raccolto più di 15.000 EU per la costruzione del nuovo ospedale da campo.

La risposta è stata stupefacente, sia in termini di ricavato, che di attenzione.

La musica, l’etichetta e questo circuito “underground”, mi hanno sempre dato tanto.

Anche nelle settimane più dure, ascoltare dischi mi ha aiutato a contrastare il suono delle sirene e, occuparmi dell’etichetta, ha riempito le mie giornate e mi ha reso felice, nonostante tutto.

Abbiamo uno strumento potente, e non potevamo che utilizzarlo nel modo che riteniamo più costruttivo e sensato.

E questo c’ha dato nuova spinta. E di rimando, anche una spinta alle vendite del catalogo.

Gran parte del “back catalog” è ormai sold out, e la necessità (e voglia) ora è quella di fare uscire qualcosa di nuovo.

Abbiamo 7 uscite in programma. Nomi nuovissimi e “vecchie glorie” di cui siamo innamorati.

Ci sarà il genio assoluto della psichedelia-folk Doug Tuttle, il Memphis-soul-sound di John Paul Keith, e la ristampa (per la prima volta i vinile) del primo disco solista di Deniz Tek dei Radio Birdman.

Più tanto altro.

Abbiam deciso di puntare molto sulla promozione quest’anno, e proprio ora stiamo spedendo in tutto il mondo pacchetti di una nuovo CD compilation gratuito, chiamato “A Very Wild Honey Honey”.

Contiene 15 pezzi di 15 prossime (o recentissime) uscite.

Le stiamo mandando in gran quantità non solo a stazioni radio e clienti, ma anche a negozi di dischi e distributori come “regalo” per il loro supporto, con la speranza che possano esser distribuiti ai loro clienti più affezionati.

Inoltre, abbiamo le CALZE dell’etichetta, ed un poster/catalogo con protagonista un giovane Maradona che ascolta dischi WH in un giardino spaziale.

Queste sono cose che si facevano “un tempo”, ma a cui resto molto affezionato, anche in epoca digitale.

Adoro la promo ed il marketing, soprattutto quando può dare libero sfogo alla fantasia!”

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 Ti manca andare “all’Atalanta”?

 ”E’ stata la Curva, coi suoi colori e la sua passione, a farmi innamorare del calcio.

Non viceversa.

Puoi quindi ben capire con quanta sofferenza stia vivendo questo momento magico della mia squadra del cuore.

Abito vicino allo stadio, e tutti i miei amici, e colleghi in Edonè, sono Atalantini.

L’altra sera passeggiavo vicino allora stadio, a poche ore dalla prima storica partita in Champions League nel nostro stadio.

Anche se è ormai da tanto che non ci possiamo entrare, m’è preso un magone infinito.

Il calcio in TV, e soprattutto a porte chiuse, non mi fa battere il cuore.

A volte mi viene persino da pensare: cosa conta segnare caterve di gol, se a nessuno di essi posso abbracciarmi con amici e sconosciuti rotolando giù dai gradoni urlando a squarciagola?!”

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 Un consiglio d’ascolto, in chiusura

“Attualmente sono in fissa per il nuovo disco dei Cut Worms, che per me sono una scoperta recentissima.

Al mio amico Trevisanone ricordano un po’ Buddy Holly, solo in chiave più moderna, e non posso dargli torto.

Il disco si chiama “Nobody Lives Here Anymore”, è un doppio LP, e la prova tangibile che non importa se usi formule e stili già ampiamente esplorati. Quello che conta è ciò che trasmetti, e come scrivi.

https://www.youtube.com/watch?v=-b6kuKoFyjk

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Lo sto ascoltando in continuazione, non riesco a farne a meno.

Oltre a questo, mi son piaciuti molto i nuovi lavori di Space Raft, Sharon Jones e sì, il nuovo Springsteen!

Non abbiamo concerti, è vero. Ma quanto bello è ascoltare nuovi dischi?!

Mi manca però andare nei negozi, di dischi. E’ un’esperienza socio/culturale importante e formativa, che purtroppo non abbiamo più qui a Bergamo.

Invidio molto gli amici torinesi, perché hanno Backdoor.

Vi va di trasferirvi, magari?!”

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Chissà, potremmo aprire una succursale.

L’ultima volta all’Edonè ho mangiato dei casoncei strepitosi, con un djset fenomenale di sottofondo. Ero talmente goduto che non ho riconosciuto i Black Sabbath.

Sono cose che ti segnano.

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(e magari vi regaleremo qualche compilation!)

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questo non è un Backdoor Antivirus 22: il blues da lockdown

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Una certa malinconia sconfinante nella pigrizia. La sensazione di non combinare nulla.

Sarà colpa della tristezza latente o dell’incertezza soverchiante?

La vera domanda, quindi, è: esiste un “blues da lockdown?”

Per quesiti esistenziali di un certo peso serve un esperto indiscutibile.

Così ci siamo rivolti a Thomas Guiducci, nostro bluesman di riferimento.

C’è una linea che unisce Howe Gelb e Johnny Cash alla Romagna?

Sì, ed è esattamente lì che Thomas sfreccia con la sua Moto Guzzi.

Allora, esiste il “blues da lockdown”? E magari puoi spiegarcelo con una tua canzone?

 

“Il blues da lockdown”

di Thomas Guiducci

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Esiste il blues da lockdown?

Ovviamente si. Ma non è quello che ci si aspetterebbe.

Non è in 12 battute e non è nemmeno così triste.

È sospeso, direi.

È un limbo.

No, non quello in cui ci si ribalta all’indietro lacerandosi gli addominali  e cercando di passare danzando su ritmi improbabili  – ubriachi perlopiù – sotto un’asticella mai abbastanza alta (non intendevo fare battute ma lascio la libertà di pensar male).

Più un limbo dantesco.

Non hai peccato, ma sei escluso dalla salvezza. Che peccato.

Perché in fondo non stai così male, ma tutto ti sembra un po’ inutile. Ti ricordi tante cose frenetiche che facevi prima e sei felice di non farle più. Poi però anche tante cose sciocche e “normali” che ti mancano come l’aria.

Passeggiando in Barriera di Milano, il quartiere di Torino dove vivo attualmente, mentre evito cacche di cane (spero) grandi come noci di cocco, penso che l’unico momento di vera libertà è questa gimkana che mi porta alla pizzeria.

L’asporto come unica via per la libertà.

Suona un po’ lugubre.

Quantomeno distopico. Per fortuna una rissa sedata dal pizzaiolo che esce con un ciocco di legno in mano mi riporta alla realtà.

Un po’ come la scena del vecchio nella nebbia di Amarcord, esci, non vedi più nulla, perdi ogni riferimento, finché arriva il cocchiere che ti dice che sei davanti a casa. Non è un bel lavoro.

https://www.youtube.com/watch?v=oJJmMJlqt5A

Nel primo lockdown eravamo tutti uniti, contenti di salvare il mondo, suonavamo in vestaglia, urlavamo dai balconi (qui c’erano pure i fuochi d’artificio). Musica a tutto volume. Si passava dalla Tosca a Gigi D’Agostino passando per Albano e Romina (qualcuno azzardava una versione dance dell’inno d’Italia che si scontrava con musica araba random).

Ora la musica non c’è. Silenzio, gente che va al lavoro comunque. Allegria poca. Tutti in questo limbo alla ricerca della salvezza.

Forse è blues.

Se devo (devo?) pensare ad una mia canzone che fotografi il momento penso a Jericho Rose.

La Rosa di Gerico è una pianta che può vivere tantissimo tempo senza acqua, si finge morta, ma quando riceve finalmente acqua nuovamente torna a vivere come se nulla fosse.

Fingersi morti per ritrovarsi vivi. Che controsenso.

Speriamo funzioni.

 thomas

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