4th of July

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Molto bene. Sono arrivato a casa e il Mamma Santissima del Compound dove abito a Houston, Texas, la città che neanche 10 apocalissi nucleari potrebbero smuovere dalla sua tranquillità, mi ha invitato a vedere i fuochi d’artificio, lanciati dal Country Club di Tanglewood.

Un Country Club dove, per ragioni che ancora oggi non riesco a capire, non puoi essere membro se sei di religione ebraica.

La postazione per vedere i fuochi e’ di pregio, vicino alla cassetta delle lettere, davanti all’uscio di casa mia.

Nel giro di 10 minuti arrivano babbioni e babbione varie. Trionfo di acuti, voci stridule, saluti e amicizie di vecchia data, riesumate per 5 minuti. Per mostrare il mio entusiasmo, sfoggio una bottiglia di Barbera.

Faccio notare che la nostra vista e’ completamente bloccata dagli alberi davanti.

Ma ormai le aspettative sono rivolte al vino italiano, che porgo gentilmente a tutti.

La mia vicina di casa rifattissima, mi racconta dei meravigliosi fuochi di Macy’s a New York e di come fosse stato il più bel 4 luglio della sua vita. Un’altra, mi mostra la foto della casa di George Clooney sul Lago di Como, immortalata sul suo cellulare. Il Mamma Santissima prova a far partire una marcetta che accompagni la vista dei fuochi, dal suo telefonino. La moglie lo stoppa seccata, mentre lui è  già trasportato dalla solennità del momento. Lei le dice “Vogliamo parlare”. Lui spegne il suo telefonino e si accontenta delle luci.

“Alla fine ne spareranno uno o due più in alto”, dice qualcuno, mentre i primi fuochi si aprono nelle loro mille luci. Ma dietro agli alberi,come fossero aloni.  Con la Speranza di vedere prima o poi la solita cascata di luci e fare”ooh”, immaginiamo la loro conformazione, fra i rami degli alberi e speriamo.

C’e’ entusiasmo, non c’e’ che dire. Per una cosa che durerà 10 minuti scarsi. Persone che abitano a 10 passi di distanza, che non si vedono da 6 mesi, discorrono come vecchi amici di lunga data. Figli all’università, tempo che passa, il servizio spazzatura che non verrà questo weekend.

Verso la fine arriva un tizio in bermuda, sandali e calze bianche.

E’ il classico tipo che la sa lunga, tipo quelli che passeggiano in spiaggia sul bagnasciuga, con le mani dietro la schiena e sanno tutto, ma proprio tutto, sia della terraferma che di quello che succede in mare.

Sparano gli ultimi due fuochi. Nessuno più in alto dell’orizzonte negato dagli alberi, nonostante le certezze che qualcuno, alla fine, avesse pensato anche a noi. In sostanza, non abbiamo visto nulla, Tranne qualche bagliore fra le ombre degli alberi.

L’uomo, mani dietro la schiena, dice calmo, nel silenzio “things used to be better, is always like this”.

(Mauro Fenoglio / “Il Direttore Risponde” 2019)

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